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"CENTRO ESTIVO"...Le braccia della parrocchia.

L’estate è finalmente entrata nel suo vivo, ed anche grazie a questo c’è l’opportunità per i bambini di godersi giornate piene di avventure, amicizie e divertimento.

I genitori, naturalmente, vogliono garantire che i loro piccoli trascorrano l’estate in modo divertente e sicuro.

E' proprio qui che i centri parrocchiali estivi entrano in gioco, offrendo un ambiente ideale per dei mesi caldi indimenticabili. L’estate divertente è un’opportunità perfetta per imparare attraverso il gioco e l’esplorazione bilanciando in modo eccellente l’apprendimento e il divertimento.

Ed è così che a partire dal 9 giugno anche nella nostra parrocchia è iniziata l'avventura "PASSA L'ESTATE CON NOI" mettendo in campo tutte le energie per garantire un presidio sociale oltre che un riferimento pastorale. Sì, perché quando finiscono le scuole, tantissimi  genitori, anche al di là dall'orientamento religioso, scelgono di affidare i figli alle parrocchie, certi di trovare un ambiente sano e protetto. Sono d'accordo con Don Michele Falabretti, responsabile del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile, quando afferma che la Chiesa ha compreso che il tempo libero dalla scuola e dalle tante attività che durante l'anno impegnano i ragazzi, può essere una splendida occasione per scoprire la vita di comunità. Trasmettere dei contenuti è importante, ma in questo caso ciò che più conta è stare gli uni accanto agli altri, scoprendo “sul campo” la bellezza delle relazioni e del dono reciproco».

Il centro d'estate è, dunque, prima di tutto un'esperienza di Vangelo che crede nei giovani rappresentando non solo il sostegno tangibile alle famiglie, ma una concreta occasione di “Chiesa in uscita” tra gli adolescenti.  Gli animatori sono ragazzi alle prese con i primi incarichi di responsabilità: hanno a loro volta bisogno di essere seguiti e accompagnati. Ecco allora l'importanza di sacerdoti, educatori adulti e altre figure di riferimento permettendo alla comunità di scoprirli come una risorsa. Proprio in questa attività estiva che imparano ad avere cura dei più piccoli. Nella società del passato, quando le famiglie erano molto numerose, questa esperienza avveniva in modo naturale. Oggi è sempre meno scontata, ma rinunciarvi significa precludersi una straordinaria  occasione per maturare e conoscere meglio se stessi. In questa logica, giocare a palla prigioniera o guidare i “bans” (canzoncine-filastrocche scandite in coro e accompagnate da movimenti del corpo) può essere più formativo di mille parole.

Gratuità, accoglienza, centralità della persona: è una sfida impervia, ma nel tempo dà i suoi frutti.








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Titolo 2

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