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LA VERGINE DEL SILENZIO


Siamo nel mese di maggio tradizionalmente dedicato a Maria. La preghiera più bella è certamente quella del santo rosario e alla fine si recitano le litanie Lauretane con le quali lodiamo Maria con tante invocazioni. Queste ci ricordano i tanti titoli con i quali la veneriamo, la invochiamo e i tanti santuari mariani, che ci avvicinano a Lei. Alcune litanie sono prese dal vangelo o dalla Bibbia come “Maria Vergine”. Altre sono state stabilite dai concili come “Madre di DIO” (Efeso 431), “Madre della Chiesa” (Vat. II), altre sono state decise dai papi come “ Regina del Santo Rosario” (San Pio V 1571), “ Regina concepita senza peccato originale” (beato Pio IX 1854), “Regina assunta in cielo” (Pio XII 1950) o le ultime introdotte da papa Francesco. Ci sono tante altre Litanie oltre alle Lauretane e tanti bei titoli che sono stati dati a Maria, ricordo solo quello compreso nel libro di Mons. Tonino Bello: “Maria donna dei nostri giorni” tra i quali c’è: “Maria donna del Silenzio”. Riporto solo alcune frasi.

“(Maria) è una donna di poche parole. Nel vangelo parla appena quattro volte. All’annuncio dell’angelo. Quando intona il Magnificat. Quando ritrova Gesù nel tempio. E a Cana di Galilea”.

“Santa Maria, donna del silenzio, riportaci alle sorgenti della pace. Liberaci dall’assedio delle parole: Da quelle nostre prima di tutto. Ma anche da quelle degli altri. Figli del rumore, noi pensiamo di mascherare l’insicurezza che ci tormenta affidandoci al vaniloquio del nostro interminabile dire: facci comprendere che, solo quando avremo taciuto noi, Dio potrà parlare”.

“Santa Maria, donna del silenzio, ammettici alla tua scuola. Tienici lontani dalla fiera dei rumori entro cui rischiamo di stordirci, al limite della dissociazione. Preservaci dalla morbosa voluttà di notizie, che ci fa sordi alla “buona notizia”.

“Un’ultima cosa vogliamo chiederti, Madre dolcissima. Tu che hai sperimentato, come Cristo sulla croce, il silenzio di Dio, non ti allontanare dal nostro fianco nell’ora della prova…In quel momento, rompi pure il silenzio: per dirci parole d’amore!”

Il titolo di “La Vergine del Silenzio” l’ho preso da un libro di un frate cappuccino Fra Emiliano Antenucci che ho regalato alle signore del gruppo “Legio Mariae” quando ero parroco di san Girolamo a Morena. Questo frate ha fondato, su suggerimento di papa Francesco, un santuario dedicato alla vergine del silenzio in una chiesa vicina ad un convento abbandonato da anni dai frati cappuccini vicino ad Avezzano. Il quadro della “Vergine del silenzio” è una icona che raffigura Maria con un dito sulla bocca ed è molto simile a due icone bizantine molto antiche che rappresentano sant’Anna e san Giovanni Evangelista. Il motivo che mi ha incuriosito a riprendere in mano questo libro dopo 6 anni è stato dato da due articoli sulla vergine del silenzio letti sulla rivista “Maria con te” del 20 febbraio 2022 e del 13 Marzo del 2022. Il primo articolo di sei pagine, corredato da tante immagini del papa e di fra Emiliano Antenucci, narra la storia dell’icona fatta dalle monache dell’isola di San Giulio e regalata dalla madre fondatrice Anna Maria Canopi alla direttrice dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma Mariella Enoc. Quando papa Francesco visitò l’ospedale rimase colpito dall’icona e ne chiese una copia perché come spesso ha detto non sopporta il “Chiacchiericcio” della Curia. Appena le monache seppero del desiderio del papa gli fecero recapitare una copia. Qui si intreccia la storia con il frate che era stato a parlare con la badessa Anna Maria Canopi in un momento di crisi e un giorno in preghiera davanti al Santissimo Sacramento gridò al Signore: “Che cosa vuoi che io faccia?” dopo essere vissuto per cinque mesi in una tendopoli a Onna a causa del terremoto dell’Aquila nel 2009. Qualche giorno dopo gli arrivò una lettera di Anna Maria Canopi datata lo stesso giorno della sua preghiera nella quale la monaca gli diceva: “Oggi l’unica risposta di cui il mondo ha bisogno è il silenzio”. Il frate aveva anche lui una icona della vergine del Silenzio e nel 2015 ne mandò una copia al papa che la fece mettere tra i due ascensori del palazzo apostolico di San Damaso, dove riceve politici ed ecclesiastici.

Il papa benedicendo l’icona disse: “Che la Vergine Maria interceda presso il Signore perché tutti quelli che entrano nel palazzo possano sempre avere le parole giuste. Nel 2016, fra Emiliano incontra papa Francesco portando l’icona con sè per farla benedire dal papa e Francesco sul retro scrisse: “Non sparlate degli altri!!” con due punti esclamativi. Nel 2019 il papa scrive di suo pugno una lettera al ministro provinciale dei cappuccini d’Abruzzo con questa richiesta: “Sarebbe bello trovare un posto, una chiesa, dove si possa dare culto pubblico alla Madonna del Silenzio. Pensi lei, per favore, e mi faccia la proposta”. Come ho già detto il ministro provinciale ha scelto con p. Emiliano Antenucci il convento di Avezzano abbandonato da 10 anni. Nel decreto vescovile che istituisce il santuario della “Vergine del Silenzio” vengono riportate alcune frasi di papa Francesco: “Penso a quante volte la Vergine Maria ha taciuto, quante volte non ha detto quello che sentiva per custodire il mistero del rapporto con suo figlio. Ma voi pregate la Madonna del silenzio? Il silenzio non si riduce all’assenza di parole, bensì nel disporsi ad altre voci: quella del nostro cuore e, soprattutto, la voce dello Spirito Santo”. Padre Emiliano ha poi pensato a delle catechesi on line sulle 12 virtù di Maria: silenzio, ascolto, umiltà, gioia, attenzione, attesa, equilibrio, docilità, stabilità, purezza, fiducia e misericordia.

Come conclusione cito ancora alcune frasi di papa Francesco dette nell’Angelus di una domenica di Marzo: “Tante volte ci lamentiamo per le cose che non vanno nella società, nella Chiesa, senza metterci prima in discussione e senza impegnarci a cambiare anzitutto noi stessi…se non siamo capaci di vedere i nostri difetti, saremo sempre portati a ingigantire quelli altrui…(si arriva ad) alimentare pregiudizi, alzare barriere, aggredire e perfino distruggere; con la lingua possiamo distruggere i fratelli¸ il pettegolezzo ferisce e la calunnia può essere più tagliente di un coltello…La Madonna, Maria, di cui Dio ha guardato l’umiltà, la Vergine del Silenzio che ora preghiamo, ci aiuti a purificare il nostro sguardo e il nostro parlare”.


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